Ultima modifica: 6 Novembre 2022
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Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

Celebrazione della Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate  (Bozzolo, 6 Novembre 2022)

Alcune riflessioni.

“Siamo qui, oggi, per commemorare il 104° anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale e per celebrare la pace e la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Con la nostra partecipazione vogliamo esprimere riconoscenza per tutti quei soldati che hanno sacrificato la loro vita per la Patria e mostrare con orgoglio il nostro senso di appartenenza alla nostra Nazione.

Siamo onorati di essere qui, davanti al monumento dei Caduti, davanti a questo simbolo che testimonia l’importanza del ricordo”

 

“Il preambolo alla Costituzione dell’Unesco dichiara che “Poiché le guerre si creano nelle menti degli uomini, è nelle menti degli uomini che si devono costruire le difese della pace”.

Il mezzo migliore per risolvere i problemi è quindi sempre e solo il dialogo poiché la violenza è la prima negazione della libertà.

Partecipando a questa commemorazione, noi stiamo rappresentando la Pace.

Nella nostra comunità, tutti possiamo donare la pace, anche attraverso piccoli gesti e atti di beneficenza, oppure partecipando all’attività delle tante persone che prestano la loro opera come volontari. Pensiamo all’Associazione San Vincenzo e alla raccolta di alimenti tramite la parrocchia.

Possiamo donare pace anche attraverso comportamenti civili e di rispetto nei confronti dei beni pubblici.

Altri esempi da seguire sono i volontari della Croce Rossa o dell’associazione medica Emergency, ma anche persone semplici e umili, ma grandi, come il nostro padre Vittorio, missionario in Sierra Leone, che in un incontro ha saputo infonderci i suoi elevati principi morali e la sua serenità.

Gli incontri con alcuni di questi personaggi sono stati per noi una grandissima occasione per riflettere sul mondo che ci circonda e imparare a convivere in un clima di fratellanza.

Ma purtroppo ci sono sempre tante, troppe guerre.”

 

“La guerra ci rende anonimi, sacrificabili, ombre nere capaci di uccidere persone di cui non si conosce neppure l’identità.

Noi auspichiamo che i cittadini non debbano più imbracciare le armi.

Questa giornata ci ha fatto riflettere anche su alcuni articoli della Costituzione italiana:

articolo 11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”;

articolo 17: “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi”;

articolo 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”.

Inviamo un ringraziamento speciale alle Forze Armate, che ogni giorno sono pronte a proteggere il nostro Paese e a garantire la sicurezza a tutti.”

 

“Siamo qui, oggi, soprattutto per ricordare e commemorare i Caduti: soldati che hanno versato il proprio sangue per la Patria.

Hanno sofferto per le nostre terre, hanno impresso una grande impronta con il loro sangue.

La guerra spazza via tutto e non risparmia nessuno.

La guerra non ha occhi, non vede i bambini.

La guerra non ha pietà, non ascolta il dolore delle persone.

La pace è l’unica risposta ai bisogni di ogni uomo.

I nostri Caduti sono stati tutti eroi. Da un giorno all’altro sono stati costretti a prepararsi per andare via dalla propria casa, dal proprio lavoro, dalla propria famiglia.

Ed erano quasi certi che non avrebbero avuto la possibilità di tornare.”

 

“Se avessero buttato le armi,

se avessero buttato le divise…

allora non ci sarebbero stati più “nemici”,

sarebbero stati tutti fratelli, tutti strappati dalla propria famiglia, tutti pronti a far di tutto per la loro Patria.

Invece hanno perso il proprio nome, la propria identità e sono stati identificati solo come “soldato”.

“Nessuno muore su questa Terra finché vive nel cuore di chi resta”.

La nostra presenza qui, oggi; questo nostro piccolo gesto, spero valga molto per tutti.

Tutti sappiamo che si studia la storia non solo per imparare e conoscere, ma anche per non ripetere gli errori fatti in passato.

Anche se in questo momento non è così.”

 

“La strada per la pace non è semplice, ma il nostro dovere è perseverare positivamente, facendo ognuno la nostra parte nella nostra piccola comunità.

Le scelte che faremo dovranno tenere conto dell’ambiente, sempre più afflitto da noi esseri umani.

Il modo in cui le intraprenderemo dovrà avere come base l’unità e il confronto.

I testimoni di quegli eventi passati non sono più tra noi, quindi, dobbiamo diventare noi la voce del passato, ricordando in modo importante ciò che è accaduto.

Alto è il rischio di dimenticare e che accada tutto di nuovo.

L’essere umano può essere portatore di pace, ma anche artefice di inutili conflitti.

Noi, giovani cittadini, molto spesso mettiamo da parte regole fondamentali per la vita in comunità, creando occasioni di “guerra” come atti di bullismo o vandalismo, non pensando al passato, ma ad un presente egoistico.

Al giorno d’oggi, essere “fratelli” è difficile; si tende sempre più a pensare a sé stessi.

Ma crediamo che la comunità bozzolese sia da sempre accogliente e fraterna.”

 Elisa Melegoni, Eliza Indries, Silvia Makishti, Alessia Braccioni, Martina Matei, Rim Nour Eddine, Luca Zangrossi, Micheloni Alessandro – Scuola Secondaria di I grado di Bozzolo

 




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